L'Amico dei Musicisti Club si appresta a lanciare il Progetto Musiche e storie per l'Italia unita per dare continuità e per mantenere sempre vivi e presenti nei prossimi anni i valori culturali e storici espressi dalle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
Il Club è un'associazione culturale e storica promossa dalla Casa Belati per confermare il ruolo educativo e sociale svolto dalle Bande musicali e per ricordare come la centralità dei valori, delle tradizioni, delle musiche sia da sempre alla base del loro essere vive e vitali.

Il Progetto si sviluppa, anche in collaborazione con le principali Istituzioni di "storia patria" nazionali e locali, per raccontare come la musica, colta e popolare, e le Bande musicali siano riuscite ad unire da sempre gli italiani intorno ad una lingua sonora conosciuta sia dalle comunità dei piccoli borghi dell'Italia, sia da quelle presenti nei paesi esteri più lontani.
Il Progetto è, quindi, dedicato a tutti gli italiani, ovunque essi siano, che ricordano anche attraverso la musica la loro storia secolare e le loro radici culturali e territoriali e che desiderano renderne partecipi le comunità nazionali o di adozione per farle conoscere, comprendere ed apprezzare.

Con il lancio del Progetto il Club intende anche ricordare il fondatore del periodico L'Amico dei Musicisti, Maestro Tito Belati, ed il suo impegno istituzionale, educativo, culturale profuso, fin dall' Ottocento, per il riconoscimento internazionale del valore musicale del repertorio bandistico italiano e per il successo delle Bande nazionali; tutto ciò è stato ben evidenziato dal Presidente del Club Stefano Ragni nei suoi due libri dedicati a tracciare la vita ed i contenuti del periodico.

Per individuare i contesti all'interno dei quali si muove il Progetto è sufficiente analizzare il titolo iniziando dalle ultime parole "per l'Italia unita" . I contenuti, infatti, propongono la trattazione di aspetti capaci di esprimere una visione ed un desiderio di unitarietà di popolo, nonché di aspirazione alla realizzazione ed al mantenimento di una nazione unita. Tale visione ricomprende e supera l'aspetto meramente temporale dell'unità territoriale dello Stato e si riferisce, invece, ad un periodo più lungo che si apre prima delle lotte risorgimentali per arrivare ad un "oggi" destinato a proiettarsi nel nostro futuro. Non sfuggirà a nessuno il valore universale che ancora oggi è attribuito all'intonazione del coro verdiano Va pensiero sull'ali dorate, vera liturgia di appartenenza e di nostalgia che risuona in ogni luogo del globo dove sia presente una comunità italiana. Parimenti una marcia di sapore popolare come La bella Gigogin, formulata da mano anonima all'indomani delle Cinque Giornate di Milano, ha attraversato tutte le guerre insurrezionali con la sua esortazione "daghela avanti un passo": ancora negli anni oscuri e violenti della Resistenza è stata emblema sonoro di democrazia e di affermazione di solidi e condivisi valori civili.

Le "Musiche" sono le composizioni, popolari e colte, che hanno accompagnato un lungo e non sempre agevole processo di storia patria, anche arrivando a divenire dei veri e propri "simboli" di italianità universalmente riconosciuti, siano esse canti popolari, inni, marce, canzoni, brani di musica lirica o sinfonica, fantasie su motivi di una o più composizioni ed altro ancora. E le musiche possono essere nate su una fisarmonica o una chitarra o un pianoforte ed essere suonate da un'orchestra, da una banda militare o da una fanfara, da un complessino popolare o da un gruppetto di garibaldini, da pochi nostalgici emigranti su una nave o in un porto o in una occasione di incontro nei loro nuovi paesi. E se l'emigrazione di massa è una delle tappe più dolorose della storia italiana dell'altro ieri, non si potrà non ricordare come una canzone quale Santa Lucia luntana riverberava l'eco di un Risorgimento non-compiuto, anzi "mancato", soprattutto per le classi sociali più misere ed emarginate. Ed in tempi più recenti, nel secondo dopoguerra, nel pieno del boom economico, un'altra celebre canzone, Nel blu dipinto di blu, con le sue parole volare e libero ha puntato a recuperare la capacità di tutti, ricchi e meno ricchi, di poter sognare e di appropriarsi della libertà di progettare una personale strada al benessere e alla felicità. La voce di Modugno, un vero Garibaldi della canzone melodica, entrò nel cuore degli italiani, sia quelli in Italia che quelli sparsi nel mondo, suggerendo l'espressione di una nuova tappa nella storia di nazione unita; ed eravamo a pochi passi dal 100° anniversario dell'unità. Non a caso la Maserati che Modugno acquistò dopo Sanremo, ancora targata Brindisi, è gelosamente custodita da un italo americano di New York.

Le "storie" tratteggiano ed approfondiscono, in forma sia colta che divulgativa, con studi ed aneddotica, il contesto storico e territoriale nel quale le composizioni sono state create ovvero si sono legate, nell'immaginario collettivo, a pensieri, fatti ed eventi generati o generatori del concetto di Italia unita e di rappresentazione di italianità. Sono, quindi, testimonianze, citazioni, racconti, monografie anche non univocamente legati alle singole composizioni. Non si può dimenticare come il padre normativo dell'Unità Nazionale, Giuseppe Mazzini, oltre che essere una chitarrista provetto, sia anche l'autore di una Filosofia della musica che ribadisce e sviluppa i caratteri politici dell'intervento del melodramma sulla società insurrezionale. E mazziniani erano anche i "trecento giovani e forti" che seguirono Pisacane nella sfortunata spedizione di Sapri. Ne ricordò il sacrificio Luigi Mercantini, il sagace autore delle parole dell'Inno di Garibaldi, il canto più amato dagli italiani, che si apre proprio con l'immagine di tombe scoperte e di martiri risorti, chiave di lettura tutta religiosa di un Risorgimento che ha trionfato proprio perché era un vero e proprio atto di fede.

Il Progetto è stato pensato per essere costruito attraverso l'attivo e costante coinvolgimento degli appassionati, degli esperti, delle istituzioni ed organismi a vocazione storica. Un punto di forza sarà l'utilizzo prioritario del "web" e dei "social network" per recuperare lo spirito ed il sentimento delle comunità e dei territori, affidando proprio a loro il compito di riscoprire e raccontare musiche e storie. Gli archivi delle organizzazioni, invece, potranno completare gli aspetti documentali riscoprendo anche tesori storici polverosi per il raro utilizzo. Il lavoro si svilupperà progressivamente raccogliendo, prima, le notizie generali su composizioni e brani musicali e, poi, approfondendo i singoli aspetti sugli autori, sui luoghi di origine e sul contesto storico che li hanno ispirati, generati e resi parte integrante della nostra storia. Il contributo potrà così essere richiesto in forma mirata e non dispersiva riuscendo a stabilire rapporti di collaborazione vivaci e continuativi tra i partecipanti ed il Progetto, rapporti creati per costruire insieme, con il proprio sapere e per il proprio piacere, una parte della storia, quella musicale, seguendo un percorso culturale ed informativo destinato a non esaurirsi ma, anzi, ad espandersi. Dai moti napoletani e palermitani di fine Settecento ed inizio Ottocento alla Repubblica romana; dalle conquiste alle migrazioni; dal miracolo economico all'Europa: periodi ed eventi drammatici o pieni di speranza, ma che fanno parte della nostra storia.

Una sezione del Progetto è dedicata alle "bande musicali" ed al loro ruolo di sostegno nelle campagne risorgimentali e di coesione sociale in relazione ai diversi momenti, difficili o gioiosi, della successiva storia italiana. Infatti, l'idea dell'iniziativa nasce proprio nell'ambito del programma delle celebrazioni per il centenario della fondazione del periodico musicale L'Amico dei Musicisti nato a Perugia nel 1911, anno in cui si celebrava il cinquantenario dell' unità italiana. Proprio in quella occasione i compositori di musica per banda riscoprirono gli inni ed i canti risorgimentali per celebrare il primo vero anniversario: il 50°. Tra gli altri ci piace ricordare l'opera di uno sconosciuto maestro perugino, Terzilio Benedetti, che volle trascrivere per banda I Canti della Patria, raccolti ed ordinati in una bella pubblicazione con una copertina che riporta le immagini di Vittorio Emanuele II, Garibaldi, Mazzini e Cavour.

Un'altra sezione sarà interamente dedicata agli "Italiani nel mondo" per comprendere come le nostre comunità all'estero hanno importato e vissuto nei nuovi paesi le musiche della loro giovinezza e dei loro avi, ma anche come le nuove generazioni sentono quelle che considerano rappresentative dell'identità italiana e come riescono a trasferirle alle altre comunità presenti sui territori esteri. Ma non si può dimenticare come il contributo dei nostri musicisti emigranti sia stato spesso fondamentale anche per le musiche dei paesi di adozione. Basta ricordare gli italiani chiamati a costituire la prima banda musicale della nascente marina militare statunitense, il loro ruolo nello sviluppo del jazz a New Orleans, la loro creatività al servizio della nascita dei ritmi popolari in Argentina. E come si può dimenticare la missione delle scuole di musica dei Salesiani, nate per le comunità italiane, spingendosi fino a Macao, nella lontana Cina, nei primi del Novecento? Ed è proprio intorno a queste musiche che si intende fortificare un rapporto costante tra un popolo distribuito nei cinque continenti, ma sempre profondamente italiano. Lungo questo affascinante percorso il Progetto ha già trovato un partner nell'Associazione Gens Italica Network, che tra l'altro metterà a disposizione il suo stand multimediale interattivo, e sta aprendo un canale con l'Università per gli Stranieri di Perugia, la più antica in Italia fondata nel 1925 per operare a favore della divulgazione e della diffusione della cultura, della lingua e dei valori identitari italiani nel mondo.

Il primo anno di lavoro del Progetto sarà dedicato a costruire, in forma logica ed ordinata, un campione significativo di contenuti musicali e storici sulla base dei quali, da una parte, mettere a punto la versione definitiva del sito web e degli altri canali di diffusione ICT e, dall'altra, di individuare metodologie e strumenti di comunicazione, dalle pubblicazioni agli audiovisivi e ai format televisivi, da utilizzare per la divulgazione dei contenuti stessi, obiettivo fondante del Progetto ed espresso anche dalla presenza di una specifica sezione destinata a divenire "l'archivio delle gallerie dei suoni e delle immagini".


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