Nel mondo bandistico Tito Belati è conosciuto come l'imprenditore musicale che ha dedicato quaranta anni della sua vita, dal 1900 al 1941, al servizio delle bande musicali affrontando con pragmatismo e determinazione i diversi settori dell'attività editoriale, della produzione di strumenti, della comunicazione culturale, esportando nel mondo i valori, le capacità e lo spirito di personaggi che hanno fatto dell'associazionismo musicale una ragione di vita.
Ma non molti conoscono quanto sulle scelte imprenditoriali abbia influito il cuore d'artista del Maestro Tito Belati, studente, autore e direttore di banda. Non a caso Cuore d'artista è anche il titolo di una sua composizione sinfonica, a cui è sempre stato particolarmente affezionato. E proprio a questo periodo è dedicato il Progetto avviato dal Gruppo di Lavoro Studi e Ricerche, attivo presso la Casa Belati.
Marino Anesa ha colto questo aspetto nelle sue ricerche che si sono svolte anche presso la Casa editrice ed ha lasciato un ricordo di simpatia e di umanità pari solo al suo impegno nello scoprire i lati meno noti e dimenticati della musica bandistica. Il suo concreto interesse non mancherà per questo Progetto che parte proprio da dove lui si era fermato.
Amedeo Massetti da Umbertide collabora al Progetto, rubando il tempo ai suoi impegni, per investigare su quanto avvenne a fine Ottocento nella sua terra umbra, così ricca di tradizioni in materia di bande musicali.
Il Progetto si articola in quattro Sezioni separate che si svilupperanno progressivamente con immagini d'epoca, notizie e commenti, nonché con spigolature tratte, a cura dell'autore Stefano Ragni, dal suo libro: La casa editrice "Tito Belati" di Perugia e il suo periodico musicale 1911 - 1915.

Le Sezioni sono rispettivamente dedicate a:

Tito Belati, studente

Ha studiato presso l'Istituto musicale Morlacchi del Municipio di Perugia sotto la guida di Agostino Mercuri e dei professori da lui diretti. Nel 1889, a 24 anni, consegue, con segnalazione, la licenza di Compositore e Direttore di Banda.

Tito Belati, autore

La ricerca delle composizioni scritte nel corso degli ultimi anni dell' Ottocento portano i ricercatori a contatto con le più prestigiose Case editrici ed istituzioni musicali, alcune delle quali ancora in piena e fulgida attività come l'Accademia Santa Cecilia di Roma.
E si deve agli archivi delle bande e degli appassionati la disponibilità di partiture manoscritte. Solo lo scherzo sinfonico Cuore d'artista è rimasto custodito, manoscritto ed appositamente rilegato, in ditta ed ha superato indenne le due guerre mondiali.

Tito Belati, Maestro di banda

Numericamente poche le Bande dirette da Tito Belati. Ancor prima di terminare gli studi prende in mano la Banda di San Martino in Colle, suo paese di origine, per passare poi nel 1890 a dirigere il Complesso di Montaione, vicino a Firenze.
Dopo pochi mesi, otto per la precisione, è chiamato in Francia, a Lione dove dirige il Corpo Musicale dell'Unione Italiana con grande successo, acquisendo il rispetto sia delle autorità italiane che delle francesi.
Nel 1892 rientra in Italia e va in Liguria a dirigere la Filarmonica di Arcola, in provincia di La Spezia.
E qui, nell'agosto del 1893, il passaggio importante: la direzione della Banda del 35° Reggimento di Fanteria del Regio esercito che segue negli anni successivi viaggiando per l'Italia, da Alessandria a Foggia, che guida fino al 1905 quando rientra su Perugia e diventa imprenditore a tempo pieno.

Tito Belati, ispiratore de L'Amico dei Musicisti

Rimane saldamente ancorato alla sua vita di musicista attivo e, accanto all'attività d'impresa ed a questa legato, vuole esprimere la sua esperienza e le sue competenze ispirando la nascita ed i fondamentali de L'Amico dei Musicisti, periodico musicale bandistico di informazione, ma soprattutto di cultura, tirato in oltre 10.000 copie mensili. E siamo nel 1911 a Perugia.
Ce lo ricorda il 50° anniversario della fondazione della Casa Belati, ma ancora di più le analisi di Stefano Ragni che sta dando alle stampe il suo secondo libro dedicato al periodico voluto da Tito Belati.

Il Progetto si realizza in collaborazione con



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